Pressione massima o minima: quale valore conta di più?

Massima e minima descrivono due momenti diversi del battito. Basta che uno dei due valori superi la soglia perché la misurazione cambi categoria.

Aggiornato 3 min di lettura

Contano entrambi i valori. La massima e la minima descrivono due fasi diverse del battito, ma la categoria della misurazione viene determinata dal valore che raggiunge la fascia più alta. Per questo 140/70 e 128/92 non sono valori normali solo perché uno dei due numeri è più basso.

Che cosa sono massima e minima

La Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa definisce la pressione sistolica, o massima, come il valore rilevato quando il cuore spinge il sangue nelle arterie. La pressione diastolica, o minima, è il valore presente mentre il cuore si riempie tra un battito e l’altro.

Sul display la sistolica compare per prima e la diastolica per seconda. Si scrive, per esempio, 120/80 mmHg.

Perché basta un solo valore alto

Le linee guida ESC 2024 classificano la misurazione considerando entrambi i numeri. Se uno dei due raggiunge una fascia più alta, prevale quella fascia.

Il calcolatore della pressione applica la stessa regola. Una sistolica bassa non annulla una diastolica alta e viceversa.

Come leggere 140/70

In ambulatorio, una sistolica di 140 mmHg raggiunge la soglia dell’ipertensione nelle linee guida ESC 2024, anche se la diastolica è 70. A casa la soglia per la media è più bassa: 135/85 mmHg.

Una sistolica alta con diastolica più bassa diventa più frequente con l’età, ma non va reinterpretata come normale. Il medico valuta il valore insieme alla media, ai sintomi e alla storia clinica.

E se è alta la minima

Vale la stessa regola. Una diastolica di 90 mmHg in ambulatorio o una media domiciliare di 85 mmHg raggiungono la soglia prevista, anche quando la sistolica resta sotto il limite.

Un valore come 128/92 va quindi annotato per intero. Non ridurlo a “128” e non eliminare la riga perché la massima sembra buona.

Quale valore osserva il medico

Il medico legge entrambi. La sistolica assume particolare importanza con l’età, ma la diastolica resta necessaria per classificare la misurazione e capire il quadro. Una diagnosi non nasce dalla riga più alta del diario: richiede misurazioni ripetute e una valutazione clinica.

Annota sempre massima, minima, frequenza cardiaca e ora. Il calcolo della pressione media calcola separatamente la media sistolica e quella diastolica. La guida su come tenere un diario della pressione spiega come raccogliere una settimana coerente.

Quando confronti due giorni, guarda quindi entrambe le medie. Dire che la pressione è “scesa” solo perché è diminuita la massima può nascondere una minima invariata o più alta. Nel report, lascia visibili i due valori invece di riassumerli con un solo giudizio.

Quando il valore richiede urgenza

Se una misurazione supera 180/120 mmHg, riposa e controlla di nuovo. Se resta così alta, contatta subito un medico. Se compaiono dolore al petto, difficoltà a respirare, debolezza, intorpidimento, alterazioni della vista o difficoltà nel parlare, chiama i soccorsi. In Italia i numeri sono 112 e 118, come indica il Ministero della Salute.

BP Diary conserva entrambi i valori con data, ora e note. Puoi seguire l’andamento e condividere con il medico un report del periodo che scegli.

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